RENDIMENTO DI GRAZIE
È veramente giusto,
motivo di gioia e fonte di salvezza
renderti eterne grazie
e innalzare a Te l’inno di benedizione e di lode,
Dio grande e meraviglioso,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione,
perché nel Cristo tuo Figlio mi hai benedetto
con ogni benedizione dello Spirito.
In Lui mi hai scelto prima della creazione del mondo
ad essere santo al tuo cospetto nella carità,
ad essere tuo figlio,
capace di gridarti nello Spirito,
con la fiducia di un bambino: Abbà, Padre!
In Lui mi hai riscattato dal peccato,
consacrato nella Verità e per la Verità,
avvinto nello Spirito,
perché fossi, nel tempo e nell’eternità,
una lode perenne della tua gloria.
In Lui mi hai riservato per te
e consacrato presbitero nella comunità dei tuoi santi,
partecipe e collaboratore della carità del vescovo,
per la edificazione della Chiesa,
corpo glorioso del tuo Figlio
e tempio vivo del tuo Santo Spirito.
Per questo ora umilmente ti prego:
il tuo Spirito unisca la piccola offerta della mia vita
alla grande offerta di Cristo,
che si è consegnato per la nostra salvezza,
e la renda una Eucaristia viva, santa, a te gradita.
Ricordati, Padre, della tua Chiesa,
del tuo servo e nostro Padre Benedetto XVI,
della Chiesa santa che è in Reggio Emilia-Guastalla,
del nostro padre e vescovo Adriano,
del vescovo Paolo,
dell’ordine dei presbiteri e diaconi,
degli accoliti e dei lettori,
dei ministri straordinari della comunione eucaristica,
della grande famiglia dei religiosi e delle religiose,
della comunità del Seminario.
Su di loro e su tutto il popolo santo di Dio
scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione.
Ricordati, Signore, della mia sorella Iride,
della nipote Luciana,
dei miei parenti, amici, conoscenti,
di tutti quelli – e sono tanti! – che mi hanno fatto del bene.
Ricordati di coloro ai quali non ho dato
quello che, come tuo discepolo e ministro,
potevo e dovevo dare;
di coloro per i quali fossi stato pietra d’inciampo,
di coloro che, anche involontariamente,
avessi offeso, disgustato, amareggiato.
Perdona – e fa’ che anch’essi mi perdonino –
le mie asprezze, le mie miserie, le mie incoerenze.
Ricordati del papà e della mamma,
delle sorelle Alberta e Jole,
dei cognati Agide, Gemello, Alfeo,
del nipote Corrado,
di tutti i parenti e amici defunti;
dei vescovi Edoardo, Beniamino, Gilberto,
dei presbiteri e dei diaconi
che mi hanno preceduto nella tua casa.
Dona loro, o Padre tenerissimo,
e a tutti quelli che riposano in Cristo
la beatitudine, la luce, la pace.
Anche a me, peccatore,
ma fiducioso nella tua infinita misericordia,
concedi, o Padre, di aver parte nella comunità dei tuoi santi:
della beata sempre-vergine Maria,
Madre del Cristo tuo Figlio e Madre nostra;
di san Giuseppe, suo sposo e padre nello Spirito del Cristo tuo Figlio;
dei santi apostoli Pietro e Paolo;
di santa Teresa di Gesù Bambino,
del beato Per Giorgio Frassati;
di tutti i santi e le sante della Chiesa celeste:
ammettimi a godere della loro sorte beata,
non per i miei meriti,
ma per la ricchezza e la grandezza della tua misericordia.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo,
a te, Padre santo e misericordioso,
nell’unità e nella gioia dello Spirito Santo,
lode, onore, gloria, benedizione
ora e per tutti i secoli.
Amen. Maranatha: vieni, Signore Gesù. Amen!
Reggio Emilia 3 luglio 2005
Festa dell’apostolo Tommaso
Novantesimo anno di età.
D. Guerrino Orlandini