IL GIORNO DEL SIGNORE
Dal sabato alla domenica
L 'origine della domenica è il sabato ebraico. Il significato è nel racconto
della creazione (Gen 2,2),
dove Dio, dopo aver creato il cielo e la terra e tutto ciò che era in essi, riposò.
Il riposo di Dio dopo la creazione che tipo di riposo era?
"Portò a termine il lavoro che aveva fatto", ma che lavoro aveva fatto? "
Vide che era cosa buona... molto buona": Dio riposa perche aveva finito di creare
un' opera molto buona.
È un riposo di soddisfazione, contemplativo, di un artista che ammira la sua opera e dice
"mi è proprio venuta bene!" Per questo "Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò" (Gen 2,3).
Questo misterioso riposo di Dio creatore Dio lo estende a tutti gli uomini;
chiama tutti a contemplare la bontà del creato e la super bontà dell'uomo (non nel senso morale).
L'uomo è invitato a prendere parte a questo riposo dal lavoro per la contemplazione,
il "santificare" un giorno alla settimana ("osserva il giorno di sabato per santificarlo" D t 5,12).
Santificare significa separare dagli altri: deve essere quindi un giorno diverso.
Se i giorni feriali sono contrassegnati dal lavoro e dalla logica produttiva,
la domenica deve essere vissuta secondo una logica non produttiva,
quella della gratuità.
Dio ha creato il mondo per un gesto di libertà e d'amore.
Il suo riposo è contemplazione di un'opera di libertà.
Anche l'uomo (non ancora il cristiano) può e deve separare alcuni giorni
per viverli nella libertà creatrice di amore. Non una libertà qualsiasi,
ma la libertà della gratuità.
Se però gli ebrei celebravano il sabato come giorno nel quale si ricordava
il riposo di Dio dopo la creazione e l'uscita dalla schiavitù dell'Egitto
per i cristiani diventa importante ricordare la vera Pasqua,
la resurrezione di Gesù.
Infatti fu questa Pasqua a donare la libertà agli uomini.
Allora i cristiani cominciarono a celebrare la domenica.
Per secoli non venne celebrata la Pasqua annuale, ma la domenica come Pasqua settimanale.
Il "giorno del Signore"
La domenica allora è prima di tutto giorno del Signore Gesù, ricordo della sua risurrezione.
Questa è stata una nuova creazione che ha stabilito una nuova alleanza tra io e il suo popolo.
Se molti popoli pensano Dio come creatore i cristiani lo pensano soprattutto come Padre di Ge-
sù che ha mandato suo Figlio a morire sulla croce e poi lo ha risuscitato.
Nella Pasqua di Gesù che si celebra ogni settimana c'è una rivelazion~ di Dio che crea una
nuova creazione: non più alberi, animali, etc, ma figli. I fjgli che Dio crea con la Pasqua di Gesù so-
no coloro che si fanno discepoli di questo Gesù crocifisso e risorto.
Cristo risorto è davvero il centro della creazione; egli è la luce (non più il sole e gli astri), egli è
la Parola (quella che Dio aveva usato creando il mondo), egli è la vera sapienza... Quello che troviamo
nella creazione all'inizio dei tempi lo troviamo realizzato in pienezza in Gesù, la vera nuova creazione.
Il "giorno della Chiesa"
Allora il giorno del Signore diventa il giorno della Chiesa, cioè dei suoi discepoli. Cuore della
domenica è l'Eucaristia perché è esattamente il ricordo della Pasqua di Gesù. Nell'Eucaristia il Risorto
si rende presente nell'assemblea. L 'assemblea eucaristica non è semplicemente "andare a Messa", ma
è il luogo dell'esperienza di essere discepoli, creature nuove, liberate da Gesù. Facendo memoria del-
la sua resurrezione ci si riconosce figli e fratelli: la vera assemblea del popolo di Dio.
1 Cfr. CEI, il giorno del Signore, 1984; GIOVANNI PAOLO Il, Dies Domini, 1998.
Purtroppo si è spesso pensato che "santificare la domenica" equivalesse semplicemente ad "andare a Messa";
in realtà le cose non stanno così. Tutto il giorno della domenica deve venire vissuto in modo coerente
con l'Eucaristia e tutta la settimana deve venire illuminata dalla domenica. Succede,
nella nostra cultura occidentale e consumistica, che alla domenica ci si stanchi più che durante la
settimana: si fanno tante cose e spesso non le cose davvero importanti, per cui si ritorna al lunedì più
stanchi e stressati di prima. La domenica vissuta in modo cristiano è anche una maggiore qualità della vita.
Dopo vedremo cos'è l'Eucaristia come fonte di senso per la domenica e per tutta la settimana.
Il "giorno dell'uomo"
La domenica giorno di gioia, riposo, solidarietà e di carità. In questi ritmi che sopportiamo
quotidianamente occorre cercare una maggiore igiene di vita. La domenica, come ritmo settimanale,
permette di distribuire il lavoro e il riposo in modo più umano. Questo significa che il tempo libero
deve essere vissuto in modo liberante. Quando lo sport raggiunge livelli di esagerata competitività sia
per i ragazzi che per gli adulti occorre ripensare lo sport stesso. In questo senso non si deve pensare
che l'obiettivo della domenica sia il benessere quindi l'ozio, la stasi, ma riscoprire il valore salvante
della carità e della solidarietà che rende più uomo chi la compie ("c'è più gioia nel dare che nel ricevere").
Il "giorno dei giorni"
La domenica festa primordiale, rivelatrice del senso del tempo.
La domenica permette di ripensare il significato del tempo.
Il tempo per noi è una cosa che scorre e che non torna. In realtà esso ha un significato molto più grosso.
La Bibbia usa due termini per dire il tempo "cronos" che significa il,to buono.
Il cristiano vive tutti e due queste dimensioni del tempo: nel cronos vede il kairos.
Ogni momento può essere portatore di salvezza.
La domenica è il giorno in cui si impara il significato del kairos.
Questo accade se viviamo la domenica come tempo che ci fa diventare più uomini e donne
come Dio ci vuole, capaci di amare in modo libero.
Il cronos diventa kairos se si percepisce l'importanza di ogni istante. A volte si pensa che il tempo sia una cosa banale;
in realtà è la cosa più preziosa che abbiamo! Dare del tempo è una cosa grande!
La preghiera, a partire dal tempo come attività inutile, può guarire la nostra mentalità efficentista.