Domenica 15 / Gennaio / 2012

II del tempo ordinario anno B

Antifona d'ingresso Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo.

Scarica le letture della domenica

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* Giovedì 12 gennaio ore 20,30: Consiglio Pastorale.
     OdG:

  1. Bilancio delle attività realizzate per il 300° anniversario della consacrazione della chiesa.
  2. Restituzione del progetto “Vivere a Sesso”.
  3. Campeggi estate 2012. Perché fare i campeggi? Quali proposte? A chi rivolgerle?
  4. Informazioni.

* Sabato 14 gennaio dalle ore 18,00: Incontro dei genitori e bimbi della 2° elementare

* Domenica 15 gennaio dalle ore 9,00: Incontro dei genitori e bimbi della 1° elementare. Al termine pranzo insieme.

* Domenica 15  gennaio
In tutte le parrocchie si celebra la 98ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

* 18-25 gennaio: Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani
Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58)

* Lunedì 16 gennaio alle ore 21,00: Incontro del gruppo di lavoro dell’oratorio

            Celebrazione del Sacramento del Battesimo: 1ª domenica di ogni mese.
I genitori interessati sono pregati di farsi vivi in parrocchia 2/3 mesi prima della data del battesimo,
per fare un’adeguata preparazione e preparare la celebrazione.

 

Nota per il coro : Sono disponibili qui di seguito alcuni links per imparare i nuovi canti :

Scarica lo spartito e il testo di Verbum Panis

Scarica la musica di Verbum Panis

Scarica la base di Verbum Panis

Scarica lo spartito e il testo del CREDO

Scarica la musica del CREDO

Scarica la base del CREDO

Prossime prove del coro Giovedi 19 Gennaio ore 20.45

 

 

 

 

 

 

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BENEDETTO XVI ALL'ONU "PROMUOVERE I DIRITTI UMANI PER ELIMINARE INGIUSTIZIE"

"La promozione dei diritti umani rimane la strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali, come pure per un aumento della sicurezza". Lo ha detto oggi Benedetto XVI, parlando in france-se all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, in riferimento al 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il Papa ha citato la necessità, nelle relazioni internazionali, di "riconoscere il su-periore ruolo che giocano le regole e le strutture intrinsecamente ordinate a promuovere il bene comune". A proposito della ricerca scientifica e tecnologica, ha ricordato che, "nonostante gli enormi benefici che l'umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell'ordine della creazione, sino al punto in cui non soltanto viene contraddetto il carattere sacro della vita, ma la stessa persona umana e la famiglia vengono derubate della loro identità naturale". Benedetto XVI ha poi messo l'accento sul principio della "responsabilità di proteggere": "Ogni Stato ha il dovere primario di proteggere la propria popola-zione da violazioni gravi e continue dei diritti umani, come pure dalle conseguenze delle crisi umanitarie, provo-cate sia dalla natura che dall'uomo". Ma "se gli Stati non sono in grado di garantire simile protezione, la comu-nità internazionale deve intervenire con i mezzi giuridici previsti". L'azione della comunità internazionale, ha affermato il Papa, "non deve mai essere interpretata come un'im-posizione indesiderata e una limitazione di sovranità. Al contrario, è l'indifferenza o la mancanza di intervento che recano danno reale". Il Papa ha quindi invitato ad "una ricerca più profonda di modi di prevenire e controlla-re i conflitti". I diritti umani, ha detto, "sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore dell'uomo e presente nelle diverse culture e civiltà". "Rimuovere i diritti umani da questo contesto - secondo il Papa - significherebbe restringere il loro ambito e cedere ad una concezione relativistica" per cui "l'interpretazione dei diritti potrebbe variare e la loro universalità verrebbe negata in nome di contesti culturali, politici, sociali e persino religiosi diffe-renti". Certo, ha riconosciuto, "le vittime degli stenti e della disperazione, la cui dignità umana viene violata im-punemente, divengono facile preda del richiamo alla violenza e possono diventare in prima persona violatrici della pace". Quindi ha esortato "a raddoppiare gli sforzi di fronte alle pressioni per reinterpretare i fondamenti della Dichiarazione", pressioni a volte fatte solo "per soddisfare semplici interessi, spesso interessi particolari". "I diritti umani debbono esser rispettati quali espressione di giustizia e non semplicemente perché possono essere fatti rispettare mediante la volontà dei legislatori", ha sottolineato il Papa. "Quando vengono presentati semplicemente in termini di legalità - ha spiegato -, i diritti rischiano di diventare deboli proposizioni staccate dalla dimensione etica e razionale". Di fronte a nuove situazioni serve quindi "il discernimento", che "mostra come l'affidare in maniera esclusiva ai singoli Stati, con le loro leggi ed istituzioni, la responsabilità ultima di ve-nire incontro alle aspirazioni di persone, comunità e popoli interi può talvolta avere delle conseguenze che escludono la possibilità di un ordine sociale rispettoso della dignità e dei diritti della persona". D'altra parte, ha evidenziato, "una visione della vita saldamente ancorata alla dimensione religiosa può aiutare a conseguire tali fini". Da qui l'invito alle Nazioni Unite a favorire e sostenere il dialogo interreligioso, quale "mezzo mediante il quale le varie componenti della società possono articolare il proprio punto di vista". Tra i diritti umani il Papa ha ribadito quello alla libertà religiosa: "È perciò inconcepibile che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi - la loro fede - per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter go-dere dei propri diritti". Da Agenzia SIR NOTA BENE · La caritas parrocchiale fa presente la necessità di generi alimentari per il sostegno alimentare alle famiglie in difficoltà. Inoltre, c'è la necessità di pannolini per bambini da 22 Kg. · Campeggio delle famiglie. Riunione dei partecipanti mercoledì 30 aprile alle ore 21. · Domenica 4 maggio, ore 17-19, catechesi agli adulti, ultimo incontro dell'anno: la carità.

Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni

"Le vocazioni al servizio della Chiesa-missione" Presbiteri diocesani nel 2008

I preti diocesani al 31 marzo 2008 sono 289: poco più di 20 anni fa erano 410!

L'età media è di anni 64,8 (nel 2001 era 61,5, nel 2003 62,7 e nel 2005 64,5).

Guardando subito ai più anziani - dai 75 anni in su - i preti sono 88! Si noti che 30 di loro, nonostante il limite previsto dei 75 anni per gli incarichi nella Chiesa, sono ancora "sulla breccia" come parroci! I preti cosid-detti giovani (cioè fino ai 10 anni di Ordinazione) sono solo 27.

Ecco in maggiore dettaglio l'età dei sacerdoti diocesani. Come nelle tabelle che compilava senza l'ausilio dei computer Don Mario Gianferrari, il confronto avviene con il 1986, anno di inizio della nuova Diocesi di Reggio Emilia - Guastalla.

Classi di età nel 2008 % nel 1986 % Fino a 29 anni 1 0,3 10 2,4 da 30 a 39 anni 21 7,2 36 8,8 da 40 a 49 anni 42 14,5 87 21,2 fino a 49 anni 64 22,1 133 32,4 da 50 a 59 anni 36 12,5 80 19,5 da 60 a 69 anni 64 22,1 98 23,9 da 70 a 74 anni 37 12,8 65 15,9 da 50 a 74 anni 137 47,4 243 59,3 da 75 a 79 anni 28 9,7 da 80 a 89 anni 50 17,3 da 90 a 98 anni 10 3,5 da 75 e oltre 88 30,5 34 8,3 Totale 289 100,0 410 100,0 12 sono in missione (Brasile, India, Madagascar, Albania) come fidei donum. 150 hanno la responsabilità pastorale di parrocchie (o come parroci o amministratori parrocchiali; due hanno la delega): di questi, una trentina hanno anche incarichi diocesani o di insegnamento.

Per la cura delle parrocchie, ci aiutano 8 preti extradiocesani (di cui 4 polacchi, uno del Burkina Faso e uno del Rwanda); 4 parrocchie sono affidate ai religiosi (Ospedale di Reggio, Sant'Antonio di Reggio, Sant'Antonio di Sassuolo e San Valentino di Castellarano). In totale - tra preti diocesani, extradiocesani, religiosi - i parroci (o amministratori parrocchiali) sono 160, mentre le parrocchie sono 319 (il doppio!).

Tenendo conto che alcuni amministratori parrocchiali non risiedono in parrocchia, significa che più della metà delle parrocchie in Diocesi sono senza parroco residente. Per quanto riguarda i defunti, dal settembre 1998 (data dell'inizio dell'episcopato di Mons. Caprioli), sono stati 87 i funerali di presbiteri diocesani e 7 diaconi permanenti. Sono stati ordinati invece 24 nuovi presbiteri e 17 diaconi permanenti. In questo decennio ha chiuso la sua esistenza anche il Vescovo emerito Baroni. I diaconi permanenti sono 80, di cui 5 non esercitano il ministero attivo.

Seminaristi nell'anno scolastico 2007-2008 In Seminario, ci sono 11 seminaristi teologi più un seminarista ospite dalla diocesi di Kumasi in Ghana. Inoltre sono in formazione al presbiterato presso le parrocchie di Regina Pacis, Montecavolo e Gualtieri 4 giovani legati all'erigenda associazione pubblica di presbiteri che si ispirano alla figura di Mons. Pietro Margini.

Questi 4 giovani insieme a due seminaristi saranno ordinati diaconi il 17 maggio (alle 17, in Palasport a Reg-gio). Due seminaristi, Roberto Ruozi e Lorenzo Zamboni, stanno prestando il loro servizio pastorale nella no-stra parrocchia. Da quest'anno è stata avviata la comunità vocazionale presso la casa parrocchiale di Coviolo, con referente don Paolo Bizzocchi. Ospita 5 giovani per l'anno di propedeutica al Seminario, anno istituito secondo i nuovi orientamenti CEI per la formazione dei presbiteri e al termine del quale i giovani saranno aiutati a decidere se entrare o no in Seminario.

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Hospice Madonna dell’Uliveto –

Montericco LA MORTE E IL MORIRE Affrontare la morte: bisogno dell’uomo Corso di Formazione per cittadini interessati martedì 8 aprile dalle 20.30 alle 22.30 Il posto della morte nel nostro vivere. L’esperienza del limite. Non solo tecnica. Relatrice: dr.ssa Antonella Morlini - Psicosociologa martedì 15 aprile dalle 20.30 alle 22.30 Può essere "sorella morte"? Accompagnare il malato verso la vita. Relatore: don Daniele Gianotti – Docente di teologia martedì 22 aprile dalle 20.30 alle 22.30 La perdita di un familiare e le possibili elaborazioni esistenziali Relatore: Nicola Ferrari – Psicopedagogista Formatore Associazione Maria Bianchi - Suzzara (MN) martedì 29 aprile dalle 20.30 alle 22.30 Essere informati, sapere di dover morire. Condividere la verità del malato. Relatrici: Francesca Bonacini e Mirta Rocchi Infermiere dell’Hospice di Montericco martedì 6 maggio dalle 20.30 alle 22.30 Dal curare al prendersi cura: l’esperienza dell’Hospice Casa Madonna dell’Uliveto Relatrice: Dirigente dellAssistenza Infermieristica dr.ssa Annamaria Marzi Responsabile Hospice Casa Madonna dell’Uliveto Per iscrizioni e informazioni: Alessandra Iori (orari ufficio) tel 0522.597718

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AUGURI PASQUALI DAGLI AMICI DELLA LOCRIDE CHE ABBIAMO VISITATO IL 1 MARZO .

SOPPORTARE:

Vuol dire imparare a incassare i colpi del male, gli attacchi, le diffamazioni, le persecuzioni, i tradimenti, le incomprensioni, le ritorsioni, senza sottrarsi, senza fuggire, senza cadere, senza perdere la speranza, senza deprimersi, senza mollare o ripiegarsi su se stessi. Non per indifferenza, ma perchè si immersi nella dignità di un dolore vissuto per scelta, con la consapevolezza di chi non è sorpreso dalle inevitabili conseguenze del cambiamento. È la via della nonviolenza evangelica, professata da Gesù nella sua Passione, forza motrice della Storia, fatale per le realtà di morte, perchè le delegittima fin dalle fondamenta, rivelandole al mondo per ciò che sono e realmente perseguono. AMARE Amare tutti, sul serio, profondamente, sinceramente. Amare i nemici, i traditori, i denigratori, i potenti, gli 'ndranghetisti, i massoni deviati, i giornalisti venduti, i politici corrotti, gli affaristi senza scrupoli, gli opportunisti, i pavidi e gli indifferenti, tutti, veramente tutti coloro che non vorremmo amare. Amiamoli profondamente, perchè non sapremo mai quanto hanno scelto il male e quanto lo hanno subito, perchè in loro riconosciamo e rifiutiamo lo stesso male che vive in noi, perchè malgrado tutto riusciamo a scorgere nei loro occhi la loro innocenza tradita, perchè sappiamo che la felicità del bene ci rende privilegiati, perchè se non li amassimo faremmo morire una parte di noi stessi (ubuntu)... Amiamoli nella verità, senza confonderci, nella differenza ineludibile, impediamo loro in tutti i modi di infliggere sofferenza, ma che non accada di convalidare il loro male usandolo contro di loro. Facciamo in modo che percepiscano il nostro amore dunque, senza riverenze né timori, tenendo una via di fuga verso il nostro cuore sempre aperta. PERSEVERARE È però la perseveranza a trasformare l'amore e la sopportazione in forza di cambiamento. Senza la perseveranza possono divenire debolezza, desistenza, miope sentimentalismo funzionale al sistema. Sappiamo bene, invece, che i nostri sogni in un mondo più giusto e fraterno sono veri, forti, realizzabili, possibili. La vera illusione, la furba menzogna, è pensare che non stia cambiando nulla, che i poteri di morte siano invincibili, che l'ingiustizia sia strutturalmente ineliminabile! Perseveriamo con tenacia dunque, con testardaggine (la mitica testardaggine dei Calabresi!), senza arrenderci mai, andiamo avanti anche quando tutto sembra compromesso, certi che molto presto vedremo i frutti abbondanti e straripanti di questo nostro impegno per il cambiamento. (continua dietro)

Argomenti ed appuntamenti :

Ciò che è certo Ciò che è certo, Signore, è che io non ti vedo! Ai miei occhi, però, tu mostri i segni della tua presenza. Tu mi fai vedere quelli che credono in te e tutti quelli che non calcolano mai quando si tratta di dare il loro amore e il loro tempo. Ciò che è certo, Signore, è che io non ti sento! Ai miei orecchi, però, fai sentire la voce della tua presenza. Tu mi fai sentire quelli che credono in te, e tutti quelli il cui unico impegno è dare parole di conforto quando il dolore fa sgorgare le lacrime amare di ogni giorno. Ciò che è certo, Signore, è che io non ti tocco! Alle mie mani, però, fai toccare i corpi della tua presenza nei poveri, negli abbandonati, nei disprezzati, negli infelici, che attendono di rialzarsi nella gioia e nella dignità.

Auguri di una Santa Pasqua a tutti!

Siamo finalmente arrivati alla settimana cruciale per la vita dei cristiani. Celebrare ogni anno il Triduo Pasquale significa penetrare nel mistero della morte e resurrezione del Signore, fonte della nostra salvezza. Qui i credenti trovano il senso del loro credere, sperare e amare, sulle orme di Gesù di Nazaret. Siamo sulla soglia del mistero più importante di tutti.
Per questo in questa settimana sono sospese in parrocchia tutte le attività che non riguardino la preghiera, la catechesi e la liturgia.
Prendiamoci il tempo di vivere questa settimana come un’occasione preziosa per la nostra fede.